Il disegno del giardino
La creazione del Terzo Giardino

Il Terzo Giardino viene realizzato per sottrazione.
Dal folto manto della vegetazione spontanea della riva d’Arno vengono sottratti dei percorsi che mettono in risalto le piante esistenti e permettono l’accesso e l’attraversamento dell’area.
La tecnica è quella che fino al 2012 gli enti preposti (prima la Provincia e poi la Regione) hanno usato per la manutenzione ordinaria delle sponte dell’Arno.

L’utilizzo di questa tecnica ha tre importanti risvolti sul piano della sostenibilità:

  • E’ ad impatto zero sul piano della gestione e della sicurezza delle sponde d’Arno: ovvero garantisce lo stesso livello di sicurezza e gestione delle normali procedure di manutenzione che hanno l’obiettivo di rendere il fiume privo di impedimenti al deflusso delle acque. Il sostegno della sezione Alto Valdarno del Genio Civile è la conferma di questa qualità dell’intevento;
  • Favorisce all’ecosistema dell’area di evolversi quasi indisturbato.
    Negli anni infatti la ricerca di collaborazioni come quella con il biologo Carlo Scoccianti, ha avuto l’obiettivo di migliorare su basi scientifiche il disegno dei tracciati per garantire l’ottimizza- zione del rapporto fruibilità-ecosistema. E’ il caso del grande canneto che nel 2017 sarà lasciato come spazio inaccessibile per consentire ad alcune specie di uccelli di sostare nel tragitto delle loro migrazioni;
  • Crea un segno coerente con il paesaggio del centro monumentale Fiorentino fornendo un’opportunità per la vita quotidiana degli abitanti, specie nelle stagioni estive e primaverili. L’abitabilità del fiume promossa dal Terzo Giaridno dimostra che è possibile intervenire in un contesto delicato sia sul piano culturale che ecosistemico integrando la contemporaneità nei luoghi di valorizzazione del patrimonio storico;Va in fine considerato nella sostenibilità dell’intervento anche l’aspetto economico poiché la scelta di lavorare con strumenti esistenti, e quindi già finanziati, rende minimo l’impegno economico della collettività per la realizzazione e manutenzione dell’intervento.

L’impostazione planimetrica del Terzo Giardino richiama la tradizione italiana dei giardini con particolare attenzione al modello arcaico dei Giardini dei Semplici.
Questa tipologia nasceva attorno al XIV secolo come supporto di studio per i futuri medici. I semplici, ovvero le erbe o medicinali, venivano disposte nello spazio del giardino con distanze e ordini che ne permettevano un avvicinamento degli studenti e quindi una conoscenza approfondita.

L’uso di questo modello dichiara l’intenzione divulgativa dell’intervento e l’intenzione di trasmettere alla città uno strumento per la conoscenza di se stessa attraverso il suo ecosistema.